Tipologie del vetro e come scegliere - Vetreria Loggia

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Tipologie del vetro e come scegliere

approfondimenti
Tipi di vetro e usi principali

Le finestre giocano un ruolo importante nell’equilibrio degli edifici ed è attraverso di esse che è entrano energia solare, luce e aria.
L'involucro trasparente, tanto quello opaco, deve garantire durabilità, comfort termoigrometrico, acustico, luminoso e protezione dagli agenti atmosferici. È semplice intuire quanta differenza possa fare la scelta tra le diverse tipologie di vetro disponibili. L’evoluzione tecnologica ha portato allo sviluppo di soluzioni sempre più efficienti e, da quando la produzione del vetro float divenne industriale agli inizi del ‘900, si è giunti a realizzare edifici con intere facciate di vetro. Per migliorare le prestazioni dell’involucro trasparente si sono introdotte le vetrocamere, con un’intercapedine di spessore variabile e contenenti diversi possibili gas.

Il vetro cavo
Bottiglie, bicchieri, flaconi e boccettine occupano una notevole porzione della produzione vetraria. L’inerzia chimica, la resistenza meccanica e le proprietà ottiche vengono variamente sfruttate per ogni esigenza, e il vetro si presta particolarmente per contenere liquidi di ogni genere, anche per uso alimentare e medicinale.
I vetri piani
Sono largamente diffusi in edilizia e vengono classificati in base allo spessore della lastra (semplice, semidoppio, doppio, mezzo-cristallo, ultraforte), che può variare da 1,6 mm a 10-14 o anche 19 mm.
Il vetro di quarzo
È un vetro costituito da pura silice, per cui possiede importanti caratteristiche chimico-fisiche, ma elevata temperatura di fusione e alta viscosità. La sua lavorazione è molto costosa.
Il vetro artistico
La produzione di vetri artistici lavorati a mano necessita di un tempo di lavorazione più lungo. Per questo alla silice si aggiunge una percentuale di sostanze che facilitano le lavorazioni, ma rendono il vetro più fragile. Il vetro artistico deve essere anche in grado di accogliere elementi coloranti e discrete dosi di piombo, che ne aumentano la lucentezza e la rifrazione.
Il vetro per ottica
Questo tipo di vetro è destinato alle lenti di occhiali, microscopi e cannocchiali, agli obiettivi delle macchine fotografi che e delle telecamere: deve essere quindi particolarmente raffinato. Un particolare tipo di vetro, chiamato fotocromico (o fotocromatico), assorbe la luce diventando più scuro, fino al cessare della radiazione luminosa. Vetri di questo genere sono usati in ottica e per assicurare un’illuminazione omogenea alle serre.
I vetri di sicurezza
La fragilità del vetro e la formazione di piccole e taglienti schegge costituiscono un serio ostacolo all’impiego delle lastre nelle costruzioni edili, per la pericolosità che ne deriva. Sono stati quindi studiati vetri temprati, con raffreddamento diversifi cato, molto più resistenti e che si frantumano in piccolissimi frammenti meno taglienti; oppure vetri stratifi cati, ottenuti accoppiando due lastre con interposizione di un foglio di materiale termoplastico, cui aderiscono i frammenti in caso di rottura (ad esempio nel parabrezza dell’auto). Altra soluzione è quella dei vetri retinati, così chiamati per la presenza di una rete metallica all’interno della lastra, inserita al momento dell’uscita dal forno di fusione: il vetro retinato è molto utile come tagliafuoco negli incendi.
Il vetro per fibre
Le fibre di vetro possono avere un diametro da 1 a 8 micron e una resistenza alla trazione da 8500 a 20000 kg/cm2; notevole è anche l’elasticità. Si ottengono per tiraggio del vetro fuso, attraverso una filiera di platino con numerosissimi fori. Le fi bre di vetro (fi berglass, in inglese) sono usate, per la loro leggerezza e resistenza, in pannelli di rivestimento, carrozzerie, ecc. Per soffi atura con aria e vapore si ottengono fibre corte e discontinue adatte per pannelli isolanti.
I vetri basso-emissivi hanno ottime prestazioni termiche e non compromettono la trasmissione luminosa. Si ottengono con l’interposizione di un film di natura metallica sul lato verso l’intercapedine del vetro più esterno. Le prestazioni migliorano in quanto il deposito di metalli nobili o ossidi metallici blocca più del 90% dei raggi infrarossi invisibili, trattenendo all’interno buona parte del calore accumulato negli ambienti per effetto serra. La trasmittanza può scendere fino a 0,5 W/m2K nel caso di un triplo vetro. Questa tipologia di vetro si presta quando sono necessarie ottime prestazioni invernali, ma è opportuno fare sempre attenzione al periodo estivo.
Vetro sottovuoto
Si tratta di un sistema composto da due lastre di vetro divise da un’intercapedine da cui viene aspirata completamente tutta l’aria, ottenendo una sigillatura ermetica. Gli scambi per convezione sono ridotti molto e si raggiungono valori trasmittanza anche pari a 0,2 W/m2K. Nel campo della ricerca si stanno effettuando diversi studi per ottenere una migliore produzione e diffonderne l’utilizzo.
Alcuni consigli per scegliere il vetro giusto

Ecco alcuni punti da non scordare prima di scegliere.

  1. Prestare attenzione al clima del luogo in cui si inserisce il progetto, cercando sempre di soddisfare requisiti funzionali, estetici e di efficienza.
  2. Individuare chiaramente le nostre esigenze, si vuole controllare l’apporto solare termico o quello luminoso? Quale livello di comfort cerchiamo? Che funzione avranno gli ambienti?
  3. Nel controllo dell’apporto solare, per quanto alcuni vetri lo limitino, senza uno studiato sistema di schermature non si avranno mai risultati ottimali.
  4. Nel scegliere il vetro assicuratevi che garantisca una resa cromatica ottimale e piacevole, anche in base alle destinazioni d’uso. Ad esempio i vetri selettivi riflettono parte della componente rossa dello spettro e la luce diffusa nell’ambiente è leggermente fredda.
  5. Infine, quando si progettano finestre di grandi dimensioni, sono necessarie attenzioni speciali alla sicurezza e alla resistenza del vetro.


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